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L’arte di scrivere: come costruire una scena

La scena è l’unità minima della narrazione, la trama è composta da scene. Premesso che la storia è un itinerario di eventi che si sono verificati e che non hanno necessariamente relazione l’uno con l’altro, la trama è, invece, una serie di eventi legati l’uno all’altro in una relazione causa-effetto. Parliamo di trama classica, non di antiromanzo o di minitrame. Anthony Doerr, autore di Tutta la luce che non vediamo, All the Light We Can’t See, fa notare, in alcune interviste sull’arte dello scrivere, che i suoi studenti vogliono sempre scrivere di grandi cose come l’amore o lo smarrimento esistenziale, o anche lo struggimento di un’esistenza sconvolta da accadimenti straordinari, ma spesso sono talmente concentrati sull’introspezione, sul sentimento, sull’effetto emotivo da perdere il legame con la realtà, con la concretezza dei fatti. La concretezza è evocata dai dettagli e i dettagli ben riusciti sono frutto di una messa in scena studiata, per dirla in termini narrativi «dello studio accurato della scena».

COSTRUIRE LA SCENA

Ogni scena può essere un capitolo dello svolgimento di trama e deve avere un suo scopo e una sua funzione nello sviluppo. Ernest Hemingway scriveva le sue scene usando la tecnica dell’Iceberg, almeno così lui la definiva. Il lettore  vede solo una punta di ciò che sta accadendo a un personaggio, ma la maggior parte di ciò che rende questo personaggio memorabile è come un iceberg nascosto sotto l’acqua. Le scene sono costruite su un’impalcatura che spesso non emerge, ma che sostiene quel che si vede. Ma quali sono gli elementi chiave per la costruzione di una scena efficace? Una scena richiede almeno (ma possono essere di più) cinque elementi:

  1. Azione
  2. Dialogo
  3. Introspezione
  4. Reazione
  5. Rivelazione/riflessione

 

USARE LE SCENE

Ogni scena prende avvio da una situazione iniziale, l’Azione è quel che accade e che smuove la situazione da questo stato iniziale verso un cambiamento, chiamato evento. L’evento è il cambiamento nodale intorno al quale la scena va costruita. Se in un capitolo non accade nulla – cioè non c’è alcun tipo di cambiamento – allora non contribuisce allo sviluppo della storia e potrebbe essere considerato un capitolo inutile, che non apporta nulla e che rischia di annoiare il lettore. Un’azione è qualcosa di concreto: non è solo ricordare il passato, non è solo guardarsi intorno meditando, non è solo introspezione fine a se stessa. L’azione coinvolge il personaggio, lo fa agire, quasi sempre in reazione a qualcosa. Una scena deve creare movimento, concretizzarsi intorno a un cambiamento: a fine capitolo, se abbiamo ben costruito la nostra scena, lo stato iniziale sarà cambiato.

SCENE E CAPITOLI

Tutte le scene (diciamo pure i capitoli) hanno bisogno di un preciso punto di partenza e di un punto di arresto. Le grandi scene iniziano con un’azione e finiscono quando quest’azione è stata risolta in qualche modo. Quindi, se la scena inizia con un personaggio che cerca di aprire una porta, alla fine della scena il lettore dovrà vedere come va a finire, se quella porta è aperta o ancora chiusa. Se tutto il racconto breve si basa sull’aprire quella porta, allora non dovranno mancare gli elementi chiave esattamente come se fosse una scena singola: dialogo (del personaggio con se stesso, con altri, con il lettore), introspezione e intimità di pensiero, la reazione rispetto a quanto accade, eventuali rivelazioni legate a riflessioni del personaggio stesso, la scoperta, insomma, che conduce alla comprensione e all’interpretazione del mondo in cui il personaggio vive e, dunque, al cambiamento. Il lettore vive gli eventi attraverso i personaggi per cui, se lo scrittore sarà stato bravo, tutto quello che accadrà ai personaggi accadrà al lettore, aumentando la percezione emotiva della storia.

Vedi anche:

La costruzione delle scene

Dialogo diretto e indiretto: come usare i tempi verbali e le circostanze

 

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vania

Vania Russo è scrittrice, valutatore editoriale di manoscritti, editor e docente di corsi di scrittura creativa e narratologia. Dal 2008 segue diversi stage, master e corsi di narratologia e laboratori teatrali. Si specializza in laboratori di narratologia e si forma quale lettore editoriale ed editor professionista presso la Scuola Dumas, docente Mario Arturo Iannaccone. Collabora con diverse Associazioni Culturali e Case Editrici in qualità di correttore bozze ed editor. Partecipa a diversi concorsi letterari con il gruppo di scrittori Ludici Scriptores. È presidente dell’Associazione Storico Culturale Lidenbrock, della quale dirige la rivista letteraria insieme allo storico saggista Mario Arturo Iannaccone. Ha pubblicato, oltre ai romanzi, il Manuale di scrittura creativa – Con esempi, esercizi, approfondimenti e Scrivere con stile – Manuale avanzato di scrittura con esempi, esercizi, approfondimenti, editi da Panda Edizioni.

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