La frase con il “che” vuole o no la virgola?

La frase con il “che” vuole o no la virgola?

Le proposizioni rette dal “che” sono dette relative. Come specifica la Treccani, le relative sono proposizioni subordinate introdotte da un pronome o da un avverbio relativo che esprimono una qualità riferita a un elemento (detto antecedente) contenuto nella proposizione principale:

  1. Mio fratello, che è da poco tornato in Italia, si chiama Aldo.
  2. Non riesco a trovare qualcuno che abbia voglia di vedere il nuovo film del Nolan con me.

LA VIRGOLA CAMBIA IL SENSO

Restrittive ed esplicative

Già a una prima occhiata è possibile accorgersi di una differenza importante fra le due relative proposte nell’esempio: la (1) è isolata da virgole mentre la (2) no, per cui la (1) incide un’informazione non indispensabile, un’aggiunta, invece nella (2) la relativa introduce un’informazione indispensabile per comprendere il senso della frase. L’uso o meno della virgola con il “che” causa non pochi dubbi agli autori, però la differenza è sostanziale, per cui non si tratta di una scelta meramente stilistica, in quanto il senso della frase può cambiare in base alla presenza della virgola. Facciamo un esempio pratico:

  1. Penso spesso ai miei parenti che sono in America.
  2. Penso spesso ai miei parenti, che sono in America.

La differenza sta, appunto, nel senso. Nel primo caso, dove non ci sono virgole, l’informazione “che sono in America” è essenziale, abbiamo quindi una relativa di tipo restrittivo. Nel secondo caso, invece, l’informazione “che sono in America” è isolata da una virgola, per cui risulta essere un’aggiunta, un qualcosa del quale si potrebbe anche fare a meno e che indica che tutti i parenti del soggetto sono in America, si tratta di una relativa esplicativa che aggiunge, cioè, delle informazioni ulteriori non necessariamente indispensabili. Se andiamo, poi, alle sfumature di significato, così importanti nella narrazione, nella prima frase il soggetto specifica che sente la mancanza soltanto dei parenti che sono in America, mentre nel secondo caso specifica che sente la mancanza di tutti i suoi parenti, i quali vivono in America.

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vania

Vania Russo è scrittrice, valutatore editoriale di manoscritti, editor e docente di corsi di scrittura creativa e narratologia. Dal 2008 segue diversi stage, master e corsi di narratologia e laboratori teatrali. Si specializza in laboratori di narratologia e si forma quale lettore editoriale ed editor professionista presso la Scuola Dumas, docente Mario Arturo Iannaccone. Collabora con diverse Associazioni Culturali e Case Editrici in qualità di correttore bozze ed editor. Partecipa a diversi concorsi letterari con il gruppo di scrittori Ludici Scriptores. È presidente dell’Associazione Storico Culturale Lidenbrock, della quale dirige la rivista letteraria insieme allo storico saggista Mario Arturo Iannaccone. Ha pubblicato, oltre ai romanzi, il Manuale di scrittura creativa – Con esempi, esercizi, approfondimenti e Scrivere con stile – Manuale avanzato di scrittura con esempi, esercizi, approfondimenti, editi da Panda Edizioni.

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