consigli 2 min di lettura aggiornato 4 Giugno 2020

Professione scrittore: scrivere fa bene

vania Vania Russo è scrittrice, valutatore editoriale di manoscritti,
Siamo tutti narratori. A partire dai primi anni di vita il bambino inizia a raccontare a modo suo quello che vede, che percepisce, che immagina. Se provassimo ad ascoltare come discenti (e non sempre come docenti che devono educare) i bambini, scopriremmo che i loro racconti sono già ricchi di colpi di scena e che il loro intento non è solo quello di comunicare delle informazioni, ma ciò che hanno provato a livello emotivo: paura, sconforto, gioia, sorpresa. Non è poi vero che la narrazione dei più piccoli è caotica, lo è per noi, ma in realtà è già organizzata secondo il basilare principio: inizio, corpo, finale. Basterà ascoltarli per rendersene conto.
Mano a mano che l’individuo cresce perde in parte il “senso del meraviglioso” tipico dei piccoli e inizia ad attribuire dei significati molto più complessi agli accadimenti, decodificando più in profondità e con plurime sfaccettature il racconto quotidiano personale, e i racconti di coloro che incontra.
Se la premessa è che la narrazione è un’esigenza umana, e più ancora, un tratto distintivo dell’umanità, ne segue che anche la scrittura deve avere un valore commisurato. Non scrivono solo gli scrittori, benché organizzare un romanzo, un racconto, una trama richieda delle competenze e una certa professionalità. Scrivere è un’azione che ognuno di noi compie quotidianamente in svariati momenti della giornata, in diversi contesti e per diversi motivi.
A interessarsi della cosa fu James Pennebaker, nel 1983, un vero e proprio pioniere della scrittura terapeutica. Questo psicologo teorizzò che scrivere le proprie emozioni, i pensieri e i sentimenti più profondi, soprattutto riguardo ad avvenienti stressanti e fortemente emotivi, poteva aiutare le persone a ritrovare equilibrio e oggettività rispetto agli eventi stessi. Secondo molti psicologi scrivere consentirebbe di liberarsi da stati di ansia, depressione, abbattimento emotivo, instabilità relazionale.
Scrivere farebbe bene perché aiuta a conoscersi e a conoscere, aiuta a codificare e decodificare la realtà che ci circonda, ovviamente, leggere è l’ovvio completamento e l’opportuno viatico per beneficiare al meglio di questa possibilità.
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