Show don’t tell: uno slogan abusato che è meglio evitare

Show don’t tell: uno slogan abusato che è meglio evitare

Show don’t tell è uno slogan ormai riproposto dalla stragrande maggioranza dei manuali di scrittura, non solo, viene ribadito più volte anche nei corsi. Insomma, è diventato il tormentone di formatori e scrittori. Ma cosa vuol dire?

Uno slogan “commerciale”

In realtà poco e niente e, soprattutto, ha una marcata piega commerciale, che poco ha a che vedere con l’arte della scrittura. In via teorica dovrebbe sottolineare la maggiore efficacia di una scrittura priva di eccessi descrittivi e sequenze punto elencanti in cui vengano “mostrate” in modo troppo diretto le caratteristiche dei personaggi, per esempio, ma anche dei luoghi; o magari dettagli di scena. A tutto ciò viene consigliata – fortemente – una scrittura più asciutta o, comunque, volta all’azione più che alla narrazione. Mostrare che il personaggio è onesto (showing), mediante il suo agire, piuttosto che dire (telling) che il personaggio è onesto.

 

Questione di stile

Wayne Booth – narratologo e sceneggiatore

Ma è proprio un buon consiglio? Può essere un buon consiglio, ma certo è una semplificazione un po’ troppo ingenua, che poco tiene conto dello stile di ciascun autore, delle esigenze di quel genere narrativo, di quel particolare momento della storia, di quella specifica sequenza.
La vera abilità narrativa, come spiegava Wayne Booth, consiste in qualcosa di più complesso e brillante, e la naturalezza con cui la narrazione viene resa ha al di sotto ragionamenti e premure meno semplicistici.

A ognuno il proprio stile

A ognuno il proprio stile

Ci sono straordinari romanzi che fanno del telling il loro punto forte, descrivendo e gestendo la materia narrativa senza preoccuparsi del “dire troppo”, ma piuttosto del “come” dirlo. E, altresì, ci sono romanzi che fanno dello showing, ovvero del mostrare senza dire, il loro punto di forza. Non si può categorizzare la forza dello stile, semplificando in uno slogan tutta la grandezza di una scelta. 

 

Bibliografia

  • Wayne C. Booth, Retorica della narrativa. Arte e narrativa. Come e perché funzionano i meccanismi della narrazione romanzesca, Dino Audino Editore, 2016.
  • Vania Russo, Scrivere con stile: Manuale avanzato di scrittura con esempi, esercizi, approfondimenti, Panda edizioni, 2020.
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vania

Vania Russo è laureata in Lingue e letterature straniere e specializzata in Etnografia e Storia delle tradizioni popolari. Già freelance per diverse testate giornalistiche italiane, si interessa di cybercrime, storia dello spionaggio, storia e romanzo storico. Per diversi anni segue master e corsi di narratologia, specializzandosi nell’insegnamento della scrittura creativa e formandosi quale lettore editoriale ed editor professionista preso la Scuola Dumas, docente Mario Arturo Iannaccone. Dal 2007 organizza corsi di scrittura creativa e fonda nel 2017 l’agenzia di servizi editoriali e ufficio stampa The Ghost Reader Collabora con diverse associazioni culturali e case editrici in qualità di correttore bozze ed editor. Fonda nel 2003 il Forum ludico Lux In Tenebra www.luxintenebra.net, un laboratorio di scrittura ludico-creativa su web (menzionato nel Dizionario dei Giochi a cura di Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti, per la Zanichelli), ed è stata coautrice, ed editor, del primo romanzo collettivo italiano scritto su piattaforma play by forum L’Erede del Grifo. Negli anni partecipa come giurata in diversi concorsi letterari a livello nazionale. Dal 2017 collabora con Il Timone, Istituto di Apologetica.

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