Professione scrittore: scrivere fa bene

Professione scrittore: scrivere fa bene

Siamo tutti narratori. A partire dai primi anni di vita il bambino inizia a raccontare a modo suo quello che vede, che percepisce, che immagina. Se provassimo ad ascoltare come discenti (e non sempre come docenti che devono educare) i bambini, scopriremmo che i loro racconti sono già ricchi di colpi di scena e che il loro intento non è solo quello di comunicare delle informazioni, ma ciò che hanno provato a livello emotivo: paura, sconforto, gioia, sorpresa. Non è poi vero che la narrazione dei più piccoli è caotica, lo è per noi, ma in realtà è già organizzata secondo il basilare principio: inizio, corpo, finale. Basterà ascoltarli per rendersene conto.
Mano a mano che l’individuo cresce perde in parte il “senso del meraviglioso” tipico dei piccoli e inizia ad attribuire dei significati molto più complessi agli accadimenti, decodificando più in profondità e con plurime sfaccettature il racconto quotidiano personale, e i racconti di coloro che incontra.
Se la premessa è che la narrazione è un’esigenza umana, e più ancora, un tratto distintivo dell’umanità, ne segue che anche la scrittura deve avere un valore commisurato. Non scrivono solo gli scrittori, benché organizzare un romanzo, un racconto, una trama richieda delle competenze e una certa professionalità. Scrivere è un’azione che ognuno di noi compie quotidianamente in svariati momenti della giornata, in diversi contesti e per diversi motivi.
A interessarsi della cosa fu James Pennebaker, nel 1983, un vero e proprio pioniere della scrittura terapeutica. Questo psicologo teorizzò che scrivere le proprie emozioni, i pensieri e i sentimenti più profondi, soprattutto riguardo ad avvenienti stressanti e fortemente emotivi, poteva aiutare le persone a ritrovare equilibrio e oggettività rispetto agli eventi stessi. Secondo molti psicologi scrivere consentirebbe di liberarsi da stati di ansia, depressione, abbattimento emotivo, instabilità relazionale.
Scrivere farebbe bene perché aiuta a conoscersi e a conoscere, aiuta a codificare e decodificare la realtà che ci circonda, ovviamente, leggere è l’ovvio completamento e l’opportuno viatico per beneficiare al meglio di questa possibilità.
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vania

Vania Russo è laureata in Lingue e letterature straniere e specializzata in Etnografia e Storia delle tradizioni popolari. Già freelance per diverse testate giornalistiche italiane, si interessa di cybercrime, storia dello spionaggio, storia e romanzo storico. Per diversi anni segue master e corsi di narratologia, specializzandosi nell’insegnamento della scrittura creativa e formandosi quale lettore editoriale ed editor professionista preso la Scuola Dumas, docente Mario Arturo Iannaccone. Dal 2007 organizza corsi di scrittura creativa e fonda nel 2017 l’agenzia di servizi editoriali e ufficio stampa The Ghost Reader Collabora con diverse associazioni culturali e case editrici in qualità di correttore bozze ed editor. Fonda nel 2003 il Forum ludico Lux In Tenebra www.luxintenebra.net, un laboratorio di scrittura ludico-creativa su web (menzionato nel Dizionario dei Giochi a cura di Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti, per la Zanichelli), ed è stata coautrice, ed editor, del primo romanzo collettivo italiano scritto su piattaforma play by forum L’Erede del Grifo. Negli anni partecipa come giurata in diversi concorsi letterari a livello nazionale. Dal 2017 collabora con Il Timone, Istituto di Apologetica.

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