Professione scrittore: minuscolo o Maiuscolo?

Professione scrittore: minuscolo o Maiuscolo?

Alzi la mano chi non ha mai avuto dubbi sull’utilizzo del maiuscolo e del minuscolo a inizio parola. L’ortografia della lingua italiana prevede precisi casi in cui si debba utilizzare l’uno o l’altro, al di là di particolari scelte stilistiche dell’autore.

Regole di massima per orientarsi

Semplificando al massimo, l’iniziale maiuscola è obbligatoria in riferimento a due precise circostanze:

  1. la posizione della parola all’interno del testo;
  2. la qualità di certe parole.

In merito alla posizione della parola la maiuscola dovrebbe essere sempre obbligatoria:

  1. nella prima parola di tutti i tipi testo, quale che sia la parola in questione;
  2. dopo punti fermi, punti esclamativi, punti interrogativi (valutando in caso di domande retoriche interne);
  3. all’inizio del discorso diretto tipico dei dialoghi e segnalato da virgolette alte (“…”), basse («…») o da trattini medi (- … -): L’Imperatore ordinò: «Sia legge ogni mio dire!».

Quando usare il maiuscolo in base
alla “qualità” delle parole

Per quanto riguarda invece la qualità delle parole, la maiuscola è sempre obbligatoria con:

  1. nomi propri;
  2. nomi di festività;
  3. nomi che indicano periodi di tempo: l’Ottocento, gli anni Trenta del Novecento, il Medioevo, il Dopoguerra. È bene ricordare che per i periodi come Prima guerra mondiale, Rivoluzione francese, Guerra dei trent’anni la maiuscola si usa solo per la prima parola;
  4. nomi di vie, piazze e strade: via (ma anche Via) Dante Alighieri, piazza (o Piazza) della Repubblica, corso (ma anche Corso) Umberto I;
  5. nomi astronomici quando utilizzati nel loro significato astronomico: la Luna, il Sole, la Terra, ma un posto al sole…
  6. nomi dei santi o nomi sacri: san (o San) Giovanni; la Madonna, lo Spirito Santo;
  7. per i nomi che indicano popoli o abitanti di nazioni è possibile scegliere sia la maiuscola che la minuscola: gli Italiani o gli italiani, i Napoletani o i napoletani; ma va sempre in maiuscolo quando si voglia indicare il nome di popoli antichi: i Fenici, i Greci, i Romani;
  8. punti cardinali, quando indicano realtà geografiche o politiche e quindi sono nomi propri: il prolifico Nord, politica economica per il Sud;
  9. con tutti quel nomi comuni che indicano organismi pubblici o istituzioni, per distinguerli dagli omografi di significato più generale: Chiesa (istituzione ecclesiastico religiosa) ma chiesa (edificio), Stato (nazione) ma stato (condizione), Paese (nazione) ma paese (piccola comunità).

Quando la maiuscola è una scelta di stile

Ci sono casi in cui più della regola fa l’orientamento stilistico (culturale e anche ideologico) dell’autore, per cui la scelta della maiuscola indica qualcosa che va oltre la norma. Per questo, alcune parole sono rintracciabili sia con maiuscola che con minuscola, generando così un po’ di confusione e qualche oscillazione. In generale è possibile scegliere con:

  1. i nomi che indicano cariche politiche o religiose: il Presidente (o il presidente) della Repubblica, il Papa (o il papa)…
  2. i nomi di istituzioni, organi, enti politici: il Senato (il senato), la Confindustria (la confindustria); ma in certi casi la maiuscola è preferibile, come con la Camera, onde distinguere da una generica camera (vedi omografi);
  3. i nomi delle testate giornalistiche: Il Corriere della Sera (Il corriere della sera, ma sempre un giornalista dell’Espresso e non dell’espresso;
  4. con i titoli di opere letterarie: Il Gattopardo (Il gattopardo), per i quali, tra l’altro, sarebbe da evitare il mantenimento dell’articolo quando si usano le preposizioni: i temi del Gattopardo e non i temi de Il Gattopardo;
  5. con gli appellativi e titoli onorifici: l’ingegner Rossi, l’avvocato Bianchi, mentre la maiuscola è obbligatoria quando l’appellativo è usato con senso assoluto o per antonomasia: l’Avvocato con riferimento a un particolare personaggio.
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vania

Vania Russo è laureata in Lingue e letterature straniere e specializzata in Etnografia e Storia delle tradizioni popolari. Già freelance per diverse testate giornalistiche italiane, si interessa di cybercrime, storia dello spionaggio, storia e romanzo storico. Per diversi anni segue master e corsi di narratologia, specializzandosi nell’insegnamento della scrittura creativa e formandosi quale lettore editoriale ed editor professionista preso la Scuola Dumas, docente Mario Arturo Iannaccone. Dal 2007 organizza corsi di scrittura creativa e fonda nel 2017 l’agenzia di servizi editoriali e ufficio stampa The Ghost Reader Collabora con diverse associazioni culturali e case editrici in qualità di correttore bozze ed editor. Fonda nel 2003 il Forum ludico Lux In Tenebra www.luxintenebra.net, un laboratorio di scrittura ludico-creativa su web (menzionato nel Dizionario dei Giochi a cura di Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti, per la Zanichelli), ed è stata coautrice, ed editor, del primo romanzo collettivo italiano scritto su piattaforma play by forum L’Erede del Grifo. Negli anni partecipa come giurata in diversi concorsi letterari a livello nazionale. Dal 2017 collabora con Il Timone, Istituto di Apologetica.

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